Vi presentiamo uno dei personaggi più noti di Kranj: il più grande poeta sloveno di tutti i tempi, France Prešeren.
→ È opinione diffusa e condivisa che France Prešeren sia stato il più grande poeta sloveno di tutti i tempi.
→ Poeta del periodo romantico, vissuto nella prima metà del XIX secolo.
→ Ha elevato la lingua slovena utilizzando forme e motivi poetici complessi.
→ Originario dell’Alta Carniola, Prešeren è nato ed è morto qui: ebbe i natali a Vrba, visse i suoi ultimi anni a Kranj.
→ La settima strofa della “Zdravljica” (»Brindisi«) di Prešeren è il testo dell’inno nazionale sloveno.
France Prešeren nacque il 3 dicembre 1800 a Vrba in Alta Carniola, terzo figlio e primo maschio di una benestante famiglia di agricoltori. Studente diligente, si meritò l’iscrizione nel registro d’oro della scuola popolare di Ribnica. Dopo aver completato gli studi superiori, si recò a Vienna nel 1821 per studiare legge. Sette anni dopo, terminati gli studi, tornò a Lubiana e iniziò a lavorare come praticante avvocato. I suoi amici più cari furono il professore poliglotta ed esperto di letteratura romantica Matija Čop e il mercante bon vivant Andrej Smole. Pubblicò alcuni scritti nelle antologie Krajnska čbelica (L’ape di Kranj), curate da Miha Kastelic, e durante la Čirkarska pravda, una controversia dei primi anni Trenta dell’Ottocento, insieme a Čop si oppose all’introduzione delle grafie metelčica e dajnčica. Tra i suoi numerosi amori infelici, un posto speciale occupa Julija Primic, proveniente da una ricca famiglia di Lubiana, alla quale dedicò i Sonetti di un mietitore. In seguito, ebbe una relazione con una ragazza adolescente, Ana Jelovšek, dalla quale ebbe tre figli. Con la tragica morte di Čop nel 1835 e di Smolet nel 1840, eventi che lo segnarono profondamente, la sua attività poetica iniziò a declinare e sprofondò nell’alcolismo. Nel 1836 pubblicò il poema lirico-epico Krst pri Savici (Battesimo alla Savica) e, un decennio dopo, Poesie, in cui raccolse gran parte della sua opera, sebbene avesse escluso Zdravljica dalla raccolta a causa della censura. Nel 1846, la sua sesta domanda per un posto da avvocato fu approvata, dopo essere stata respinta fino ad allora a causa delle sue idee anticonformiste. Si trasferì a Kranj, dove lavorò come avvocato fino alla sua morte, avvenuta l’8 febbraio 1849, all’età di 49 anni.
Prešeren trascorse gli ultimi anni della sua vita a Kranj, dall’autunno del 1846 fino alla sua morte nel febbraio del 1849. Sebbene sia ricordato come un avvocato di buon cuore che rappresentava gratuitamente i clienti poveri, il periodo in Alta Carniola non può essere considerato come un momento particolarmente felice della sua vita. Il declino fisico e mentale del poeta lo portò anche a tentare il suicidio.
Dopo la sua morte, il poeta fu sepolto nell’allora cimitero cittadino. Janez Bleiweis organizzò una cerimonia per l’inaugurazione della lapide di Prešeren nel 1852.
Nei decenni successivi, Kranj assunse l’identità di “città di Prešeren“. Con la crescente importanza dei suoi versi per il canone letterario sloveno, Kranj promosse sempre più il patrimonio legato al poeta. Nel 1900, la Sala di Lettura Nazionale fece erigere una targa commemorativa sulla casa dove morì, e poco dopo nacque l’idea di rinominare la collina di Šmarjeta in Montagna di Prešeren.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, vennero realizzati molti altri progetti a lui dedicati: diverse statue in suo onore furono erette in tutta la città, tra cui un monumento in bronzo di diversi metri del 1952. La sua casa fu trasformata in un museo commemorativo e il cimitero in Boschetto di Prešeren. Numerose istituzioni, da scuole e teatri a taverne, furono intitolate a lui. Il giorno della sua morte, l’8 febbraio, è tutt’ora celebrato come festa nazionale dedicata alla cultura slovena e a Kranj si tiene ancora oggi una grande manifestazione, la cosiddetta “Fiera di Prešeren“.
* Fotografija Ravnikarjevega modela za spomenik ni na spletu, original je v Arhivu Republike Slovenije, reproducirana pa je v knjigah Življenja spomenikov in Shaping revolutionary memory.
LOREM IPSUM IT